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FAQ su buoni locali -SCEC

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FAQ su buoni locali -SCEC

Messaggio  Admin il Dom Lug 19, 2009 4:32 pm

Queste sono le principali domande, e le relative risposte sull'introduzione dei Buoni Locali di Solidarietà.

F.A.Q. sui Buoni Locali di Solidarietà

Che cosa sono i Buoni Locali di Solidarietà?
Sono
un patto fra persone comuni, imprese commerciali, artigiane e agricole
e anche Enti Locali che stringono un patto di Solidarietà per
scambiarsi beni e servizi accettando in cambio una percentuale del
prezzo in Buoni in una percentuale minima del 10%.

Che rapporto hanno con l’euro? Sono convertibili?
Il Buono Locale ha un rapporto 1:1 con l’euro, non è convertibile e si utilizza insieme agli euro senza sostituirli

Quale è lo scopo di questi Buoni Locali di Solidarietà?
Quello
di ridare slancio all’economia locale perché circolano in un territorio
limitato e permettono così di ancorare la ricchezza al territorio che
l’ha prodotta

Quale è il vantaggio dei consumatori e quello dei commercianti?
I
consumatori saranno indotti a usare i buoni per convenienza e invece di
fare la spesa al supermercato, magari di una multinazionale estera, si
rivolgono ai negozianti locali.
Per i commercianti è un’ottima opportunità di aumentare il giro di affari incrementando il numero dei clienti

Si può comprare un bene o un servizio al 100% con i Buoni Locali di Solidarietà?
Non
da chi ha partita Iva per ovvi motivi fiscali. I privati invece che ad
esempio si scambiano un bene usato, ad esempio un divano, possono
decidere liberamente di accettare fino al 100% in Buoni Locali, ma
possono essere utilizzati al 100% anche per altre innumerevoli
applicazioni che abbiano per oggetto scambi di tempo per mutuo aiuto ai
singoli o alla comunità locale (vedi legge 8/3/2000 n. 53)

I Buoni Locali di Solidarietà si acquistano?
No.
Vengono distribuiti gratuitamente dall’associazione che raggruppa
persone fisiche e imprese, ma anche enti locali o associazioni di
categoria, in base a criteri predeterminati, pubblici e trasparenti

Quando si finiscono i buoni come si fa per ottenerne di nuovi?
L’associazione
provvederà a fare delle distribuzioni periodiche sempre con criteri
ispirati a equità e trasparenza. I Buoni potranno anche essere ottenuti
tramite servizi alla comunità (cura agli anziani, bambini ecc.) o
comportamenti virtuosi (raccolta differenziata, car sharing).
Una
forma particolare è data dall’anticipazione di Buoni Locali di
Solidarietà che l’associazione fa a chi ne fa richesta per permettere
ad esempio il pagamento dell’impresa che installa i pannelli solari. In
questo caso il richiedente non percepirà altri buoni dalle
distribuzioni periodiche fino a concorrenza dell’anticipazione
ricevuto, ma potrà comunque procurarseli offrendo servizi alla comunità
o adottando comportamenti virtuosi.

L’imprenditore che li accetta in pagamento deve pagare tasse e Iva anche sull’importo pagato in Buoni Locali?
No.
Tecnicamente il buono da diritto ad uno sconto e quindi come tale non
rientra nel computo dell’imponibile per il calcolo delle tasse e
dell’Iva

La percentuale di sconto è imposta dall’associazione?
Ovviamente
no. Ogni imprenditore, professionista ecc. deciderà in quale
percentuale accettare i Buoni Locali d Solidarietà con un minimo di
accettazione del 10%

Ma chi garantisce che il commerciante non aumenterà i prezzi?
Semplicemente
il mercato, se i suoi prezzi saranno concorrenziali grazie anche
all’accettazione dei Buoni Locali, allora le sue entrate aumenteranno,
se invece i suoi prezzi saranno più alti nonostante i Buoni allora
nessuno avrà la convenienza a comprare da lui e perderà clienti.

Ma come faranno gli imprenditori a fare prezzi vantaggiosi?
Il
compito dell’associazione sarà anche quello di lavorare
sull’accorciamento delle filiere produttive a cominciare da quella
alimentare. Eliminando i numerosi passaggi dal produttore al
consumatore si potrà ridurre sensibilmente i prezzi dando un giusto
prezzo ai produttori e un buon guadagno ai commercianti.
Le figure
intermedie (grossisti) continueranno a lavorare, ma organizzando i loro
clienti commercianti in gruppi di acquisto per avere maggiore peso
contrattuale con i fornitori e ottenere prezzi più vantaggiosi, magari
convincendoli ad accettare anche loro i Buoni Locali di Solidarietà

Per il commerciante i Buoni Locali di Solidarietà sono una perdita?
No.
Il motivo è semplicemente che lui potrà spendere i Buoni Locali
incassati nel circuito e se si servirà dai produttori locali, potrà
acquistare anche le sue merci in percentuale in Buoni Locali. Un
esempio può essere il ristoratore che si rifornisce dai produttori
locali che oltre a costare meno, essere più vicini e dare maggiori
garanzie di qualità, accettano anche i Buoni Locali.
Con i Buoni
Locali il commerciante potrà anche pagarsi vari servizi, come la
pubblicità organizzata dall’associazione o la spesa direttamente a casa
di anziani o malati curata dai membri dell’associazione. Le possibilità
di spesa sono moltissime.

Ma tutti questi Buoni non produrranno inflazione?
I
Buoni Locali di Solidarietà vengono spesi solo in una percentuale del
prezzo, la parte restante continua comunque ad essere pagata in Euro e
quindi tutte le problematiche relative all’inflazione e riflessi sui
prezzi vengono lasciati, volentieri, alla BCE.
I Buoni sono solo un
piccolo strumento per aumentare il potere d’acquisto delle famiglie e
far rifiorire l’economia locale così disastrata e cosa importante da
sottolineare, i Buoni Locali, al contrario degli Euro di carta, non
producono debito pubblico

E tutto questo quanto viene a costare?
Questo
è un progetto fatto dalla gente per la gente e per questo non ha
nessuno scopo di lucro. I soli costi a carico degli associati saranno
il rimborso delle spese di stampa dei buoni e altri piccoli costi di
gestione per mantenere l’associazione, niente di più.

Mettiamo il caso che tutto finisca che succede?
Nel
caso che l’esperienza locale finisca, i Buoni potranno essere scambiati
con altri Buoni Locali degli aderenti al circuito Arcipelago dei Buoni
Locali di Solidarietà (Arcipelago BLS). Comunque è bene ricordare che
si fa riferimento alla sola percentuale di accettazione dei Buoni
Locali che può tranquillamente rientrare nel normale esercizio di
un’attività imprenditoriale.

I Buoni Locali sembrano garantire molti vantaggi, possibile che nessuno ci abbia pensato prima ?
Certamente
! Questi sistemi sono già in uso in diverse parti del mondo (esistono
circa 6000 esperimenti ) con notevole successo. Attualmente, le
particolari condizioni economiche in cui ci troviamo stanno favorendo
la nascita di Buoni Locali anche in Italia.

Admin
Admin

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Località : SCANDICCI

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