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Breve relazione dell'incontro sulla certificazione partecipata 30.01.10 promosso da ASCI

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Breve relazione dell'incontro sulla certificazione partecipata 30.01.10 promosso da ASCI

Messaggio  Admin il Gio Feb 04, 2010 1:19 am


Breve relazione dell'incontro sulla certificazione partecipata svoltosi
presso Mani Tese –Scandicci-Firenze il 30-01-2010 e promosso da ASCI Toscana in
collaborazione con “La Fierucola”




In una sala affollata da oltre 60 persone fra produttori agricoli,
rappresentanti di alcuni gas e tecnici del bio si svolge la presentazione del
progetto “CAMMINARE INSIEME. LA CERTIFICAZIONE
PARTECIPATA O DI
GRUPPO PER GLI AGRICOLTORI BIO, UN ALTRO PASSO NELLA COSTRUZIONE DI
UNA SOLIDARIETA’ ATTIVA FRA
PRODUTTORI E CONSUMATORI.





Marzio presenta il progetto della certificazione
partecipata, che esiste già in vari paesi nel mondo come alternativa alla
certificazione biologica ufficiale; la CP fra l’altro si differenzia da quest’
ultima per i minori costi necessari al suo funzionamento - dato che si basa su molto lavoro
volontario - e per il rapporto diretto tra produttori e consumatori.
L'obbiettivo è quello di partire con un anno di sperimentazione del progetto
fra i produttori della Fierucola.
Saverio - il progetto nasce da due esigenze del
produttore, la prima di una verifica aziendale che non sia confronto con una
controparte, ma la costruzione di un rapporto di collaborazione
oltre che di controllo; l'altra di creare un rapporto diretto con il consumatore,
che per ora avviene per i produttori della fierucola per lo più ai mercati e di
coinvolgerlo invece nel momento del controllo aziendale. Per la verifica
aziendale si useranno poi delle griglie di valutazione che possono essere
più o meno complesse: quelle standard IFOAM, o altre più
semplici, ma comunque sempre avvalorate dal rapporto di fiducia tra produttori e
consumatori. Poi le griglie verranno mandate ad un gruppo di cooordinamento regionale o
provinciale che terrà tutto il materiale cartaceo. Sarà poi eventualmente possibile adottare un
marchio, garante della qualità del prodotto, dato che non possiamo utilizzare
termini come "Biologico" sulle etichette con questa forma di
certificazione.Alfredo - chiede se si può lottare contro la presa di
possesso da parte dell’ente pubblico di una parola come biologico.
Marzio risponde che la legge europea dice che non si possono usare determinate parole
se non corrispondono ad una precisa procedura stabilita con legge.
Saverio dice che l'Italia aderisce ad una legge europea come la Francia ad esempio, dove
però esiste la garanzia di Nature et Progrès, che non cita la parola biologico, ma tutti conoscono e
apprezzano per la sua serietà, di fatto la CP non ha
bisogno del riconoscimento di nessun ente pubblico , c'è bisogno solo della
partecipazione alla procedura di certificazione dei diretti interessati:
produttori e consumatori.Claudio P.- Vede superfluo impuntarsi su dei
termini e lottare contro gli enti pubblici,
pensa sia più importante concentrarsi sulla CP e contemporaneamente fare un lavoro sulla
determinazione dei prezzi da parte dei consumaqtori e dei produttori.
Francesca - le aziende devono imparare a camminare con le proprie forze e
creare un esempio. Vede un'ottima opportunità
tentativo della fierucola.
Nelle province c’ è possibilità di
proporre la CP, è
un momento favorevole e
per gli organismi di controllo le piccole
aziende sono un peso, potrebbero
anche vedere con favore una loro
autogestione.
Claudio C. - d'accordo con l'iniziativa, chiede se questa

certificazione sostituirà quella ufficiale.

Saverio - da un punto di vista monetario
la CP è più economica ma non permette di accedere ai contributi per le aziende bio.

Walter - ho perso clienti perchè devono avere un marchio di

riconoscimento, Chiede se è già stata pensata una sigla da usare.

Marzio - siamo in una fase iniziale e un nome è ancora prematuro.

Walter chiede quanta possibilità ci sia di esse riconosciuti da IFOAM ;

inoltre preferisce essere più autonomi possibile dagli enti
pubblici.
Saverio - c'è bisogno di un anno di esperienza per capire
come costituire
la
CP e dove può arrivare.
L'idea è di creare tutto insieme, produttori e
consumatori, senza
coinvolgere enti e amministratori.
Pierre -aderisce al progetto e chiede di
visionare le griglie.
Marzio- ne abbiamo alcune di riferimento ma
dobbiamo creare insieme quelle
adatte per noi.
Gianpietro-
la Fierucola
ha funzionato con controlli tra
produttori, quindi è possibile farlo anche la CP e crede che anche al mercato manchi

l'integrazione dei consumatori nelle verifiche aziendali.
Marco B.
- aderisce al progetto a nome del CTPB e crede che la nascita di un marchio

serva solo se l'intenzione è di andare più in là della vendita nella filiera
corta.
Marzio - sottolinea che invece i gruppi di certificazione
partecipata all’estero (fa l’esempio di CNG negli USA) hanno tutti un proprio
marchio anche se la
CP è pensata per i piccoli produttori.
Cristina del GAS
Eticamente di Scandicci - nel loro Gas i consumatori sono a
volte anche
produttori hanno una certificazione che fanno riempire ai
produttori. Sono
interessati al progetto.
Azienda Agricola La Talea di Coverciano -
rappresenta un'azienda
di
ortofrutta non certificata che lavora per i GAS. Gli piace l'idea di stare
insieme, creare una
rete di persone con gli stessi problemi e pensare anche
ad una certificazione.
Claudio P. - propone di studiare anche
esperienze più piccole di
autocertificazione come la Patata Quarantina
di Genova e il collettivo TerraTerra di
Roma che hanno fatto anche un
discorso di formazione del prezzo.
La Talea- come e dove sta la competenza
per il controllo.?
Saverio - risponde che le griglie di valutazione az.
possono essere anche molto dettagliate come
quelle della certificazione di
terza parte. Anche alcuni GAS usano delle griglie di valutazione del produttore
molto approfondite. E’ importante far circolare le informazioni.
Marzio
-aggiunge che la certificazione avviene tra produttori, consumatori e

tecnici in un rapporto di reciproca collaborazione.
Cristina Gas
Eticamente - i Gas cercano i
piccoli produttori e non solo
grandi, questo è l'acquisto solidale; cercano
i contatti anche con produttori
non bio per proporre loro la conversione
offrendogli un mercato.
Massimo Gas San Frediano - i Gas in genere
tengono rapporti con quattro,
cinque produttori per facilitare la gestione
dei prodotti. Questa CP è interessante, perchè i
produttori che partecipano
ad un gruppo di certificazione sono in contatto e creano un rapporto più

veloce con i consumatori che a volte non hanno tempo di
crearne.
Andrea Gas Castelfiorentino.- cercano rapporto con i
piccolissimi
produttori e chiede di essere partecipi alla formazione delle
regole che
verranno adottate per la gestione della CP.
Az.
Montagnana- aderiscono al progetto.

Sandra di Radici - sono d’ accordo con il
progetto perchè è giusto che anche
piccole aziende che si autocertificano
vengano controllate seriamente per
essere valorizzate o
eliminate se non lavorano bene. I Gas hanno realtà
diverse fra loro e a
volte considerano il produttore come un
supermercato; invece bisogna
aiutare a migliorare il rapporto.


Antonio dal Monte Amiata - aderisce al
progetto e ritiene importante il
rapporto di fiducia e regole chiare e
uguali per chi aderisce.
Giovanni di Cerbaia Ortofrutta- aderisce ed è
a disposizione; il contadino
deve coltivare la terra e il Gas deve coltivare
il contadino.
Franco Pédrini. - aderisce e crede importante definire
la filiera
della certificazione e che i contadini si impegnino a coltivare
varietà
antiche di semi.
Francesca Neri-
aderisce
Marco Chiletti – aderisce



Non ci sono state voci contrarie al progetto
e Marzio conclude affermando che il gruppo di lavoro che stabilirà i criteri
generali di attuazione del progetto dovrà essere allargato stante il notevole
interesse suscitato dall’iniziativa. Entro la fine del mese ci si propone di
riunirlo.




Sarà inoltre importante definire i distretti geografici nei
quali i gruppi locali (produttori e consumatori) si ritroveranno per avviare il
progetto di
certificazione.





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